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Oman, un Paese tra storia e natura

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Sono circa 7.000 i turisti italiani che nel 2010 hanno scelto l’Oman, terzo stato più grande della penisola arabica, dopo Arabia Saudita e Yemen, un po’ più esteso dell’Italia ma con solo 2,4 milioni di abitanti. «Siamo certi che il fascino dell’Oman farà sempre più presa sugli italiani in cerca di posti inusuali – dice Rania Khodr, direttore dell’ufficio del turismo per l’Italia –. Il Sultanato, incastonato tra Africa e India, offre 1.700 km di costa di cui oltre mille ancora vergini, più di 500 forti, e poi dromedari, cavalli, musica e il nostro famoso incenso, il cui profumo si sente dappertutto».

Il Paese affascina per la sua storia e le sue antiche tradizioni (400 anni di Sultanato), per il deserto, che copre l’80% del territorio, e per i diversi scenari che si estendono tra il Golfo Persico a nord e l’Oceano Indiano a sud, con montagne, mare e wadi, che ne fanno una meta per veri viaggiatori, al di fuori delle solite rotte, e un luogo ideale per sub e appassionati di avventura.
Per esempio, la regione di Muscat offre già un mix di scoperte. La capitale (una delle più piccole al mondo, 3 kmq di architettura araba tradizionale, e nessun grattacielo) affaccia sul golfo dell’Oman, mentre alle spalle ha le montagne del Jebel Hajar: da qui si può partire per escursioni all’interno, o si può vivere la costa (tra vela, sci nautico, kitesurf, dolphin e whale watching), da percorrere fino a Sohar, a nord, alla città di Sur o ancora a Masirah Island, poco a sud-est, al largo del Mar d’Arabia.
Nelle vicinanze ci sono spiagge spettacolari, come Al Qurm, la baia di Qantab, e Matrah, porticciolo di pescatori famoso per il lungomare con antichi edifici in stile indiano e il souq più fornito di tutta la penisola araba, con vestiti tradizionali, gioielli, antichità, tappeti beduini e laboratori artigiani di khanjar, i pugnali scolpiti in argento e avorio. A due ore d’auto il villaggio di Al Mintirib segna l’ingresso a Wahiba Sands: alte dune di sabbia che si estendono fino al mare, un tempo attraversate da carovane di cammelli che collegavano i pastori beduini del deserto ai pescatori della costa. Qui si può cavalcare un cammello fino a Nizwa, fare un giro del souq o assaggiare i datteri (in Oman se ne producono più di 100 varietà) sotto una tenda beduina.
Raggiungibili con voli interni, le regioni del Dhofar all’estremo sud, dove parte la via dell’incenso che attraversa Yemen, Arabia Saudita e Giordania, con la splendida Salalah, famosa per il diving e le crociere sub. O la penisola di Musandam, 5 ore a nord di Muscat: qui niente spiaggia, ma fiordi e villaggi tradizionali di pescatori.

Un Paese ancora incontaminato l’Oman, aperto agli stranieri negli anni Settanta, con solo 7.000 camere d’albergo (10.000 previste per il 2020) ma distribuite tra lussuosi resort e campi tendati nel deserto.
La compagnia nazionale Oman Air collega la destinazione a lungo raggio (8 ore di volo dall’Italia) con quattro frequenze settimanali (lunedì, mercoledì, venerdì e sabato) da Malpensa a Muscat via Monaco.

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  1. a me sembra che questa sia san’a capitale dello yemen, non dell’oman.

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    • ciao Federico, ti riferisci alla foto? si tratta purtroppo di un vecchio articolo e, fino allo scorso anno, la gestione dei reportage era in mano ad un copy esterno. grazie per la segnalazione, faremo delle verifiche!

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