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Rio, gli 80 anni del Redentore

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Compie ottant’anni, ma è in piena forma, anzi, la sua parabola è in ascesa continua. Il Cristo Redentore, la statua che domina Rio de Janeiro dai 710 metri del monte Corcovado, icona della metropoli carioca come e forse più dello stesso Pan di Zucchero, che guarda dall’alto in basso, e delle stesse spiagge universalmente note e ambite di Copacabana e Ipanema, un’immagine che domina la città.
Nella nottata italiana (la sera in Brasile) di un non casuale 12 ottobre, si è svolta una messa celebrativa, tenuta dall’arcivescovo di  Rio Orani Tempesta, l’apogeo di un programma di celebrazioni durato un mese.
L’iconica statua, alta 39 metri e pesante 1.100 tonnellate, fu costruita nell’arco di 9 anni, cinque dei quali impiegati a collocare, sulla struttura portante di cemento armato, i minuscoli triangoli di pietra saponaria voluti dal suo progettista, l’ingegnere Hector da Silva Costa, che si avvalse dell’opera del celeberrimo collega francese Albert Caquot, per renderlo più resistente alle intemperie. L’idea di collocare un’immagine sacra sul monte che domina il Parco nazionale della Foresta Tijuca, la famosa foresta pluviale “urbana” che costituisce una delle tante meraviglie di Rio, risaliva però alla seconda metà dell’Ottocento.
Il redentore fu un instant cult, tanto che l’impianto di illuminazione della cerimonia di inaugurazione venne allestito da un certo Guglielmo Marconi. Da allora molti nomi illustri vi si sono fatti immortalare, da Lady Diana al Dalai Lama, da Obama a Bono Vox. Papa Wojtila ci andò in visita nel 1980, mentre Benedetto XVI è atteso nel 2013.
Nel suo eterno pellegrinaggio tra l’originario significato religioso (il Cristo che allarga le braccia a benedire e proteggere la città) e la sua immagine di simbolo turistico e persino di icona pop (i pubblicitari se lo contendono per spot di ogni genere, di recente è stato illuminato di rosa per promuovere una campagna di prevenzione del cancro del seno), il Redentore è stato promosso tra le nuove 7 meraviglie del mondo nel 2007, nonostante i giudizi della critica “dotta” siano spesso tutt’altro che lusinghieri. L’anno precedente, l’arcidiocesi di Rio vi aveva creato e consacrato, all’interno del piedistallo, una piccola cappella che da allora consente di celebrare matrimoni e battesimi là. Il sito, comunque, attira 4mila visitatori al giorno, molti dei quali vi arrivano con un treno, che parte dalla metropoli: la ferrovia fu progettata dal primo imperatore del Brasile, Pedro I, e dal figlio, Pedro II, e in funzione dal 1884. E sulla montagna del Corcovado, la vista sulla foresta e sul Pan di Zucchero è davvero da brivido, e non basta il tipico scenario di negozi turistici a scalfirne l’impatto emotivo.
Popolare com’è, il Redentore ha attirato imitazioni e cloni. L’ultimo, eclatante, sovrasta Lima dal giugno scorso. Ma, come è facile immaginare, pochi, al di fuori del Perù.

Fonte: Repubblica Viaggi, 13 ottobre 2011

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