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Federagit: le guide turistiche vanno tutelate

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C’è una figura professionale che  non può e non deve soccombere ai venti della liberalizzazione e  internazionalizzazione che soffiano dall’Unione Europea: è la guida  turistica. Lo ha invocato Federagit, la federazione italiana degli  accompagnatori, interpreti e guide turistiche appartenente ad  Assoturismo-Confesercenti, nel forum organizzato a Firenze. L’incontro  ha preceduto l’assemblea elettiva, che ha confermato alla presidenza Maria Chiara Ronchi e alla vice presidenza, Valentina Grandi (Federagit  Toscana) e Francesca Duimich (Federagit Lazio).

Professionalità da salvaguardare
Il  forum della mattina ha affrontato i problemi che rischiano di  compromettere l’attività delle guide turistiche, in particolare la  volontà dell’Unione Europea di internazionalizzare la figura della guida  consentendone la libera circolazione e attività in Europa.  Un’iniziativa che non tiene conto delle specificità delle guide locali, profonde conoscitrici del territorio e del patrimonio culturale.  Federagit intende chiedere alle istituzioni nazionali e ai referenti  europarlamentari una salvaguardia di queste professionalità.
Una richiesta che riguarda anche il rilancio di “patenti” per guide nazionali perché, come ha sottolineato il presidente Maria Chiara  Ronchi, «con tale decisione si mortificano le tipicità delle guide  turistiche che conoscono molto bene il proprio territorio. Non a caso ci  battiamo per qualificare ulteriormente questa figura con specifici  percorsi di formazione professionale, convinti che la guida sia il punto  di contatto tra il sito culturale e il visitatore. E nel raccontarlo,  diventa l’artefice di quel turismo esperenziale che rappresenta il plus  vincente per un viaggio culturale».
Il percorso intrapreso da Federagit non è facile, soprattutto in considerazione delle posizioni  già assunte dall’Unione Europea, ma bisogna provarci, come ha ribadito il presidente di Assoturismo Nazionale, Claudio Albonetti, intervenuto  al forum: «Oggi purtroppo tra molti politici non c’è quella volontà di  ascolto e i possibili interlocutori sembrano non avere quella  sensibilità necessaria a percepire la valenza delle professioni  culturali che per un Paese come l’Italia dovrebbero essere considerate  il motore dell’offerta sul territorio. E dal momento che spesso le guide  turistiche di oggi hanno una propria partita Iva, una propria gestione,  dobbiamo considerare questa figura come una microimpresa che va  sostenuta e tutelata. Discorso centrale per tutto il settore, dove  “impresa” vuol sempre dire il soggetto che produce ricchezza e genera  occupazione».

Il dialogo con i poli museali
Altro passaggio  obbligato per assicurare un futuro alle guide turistiche è il rilancio  del dialogo con i poli museali che dovrebbero considerare questa figura professionale un partner di grande valenza per consolidare l’appeal di un sito.
Dal soprintendente del Polo Museale di Firenze, Cristina Acidini Luchinat, è giunto un sia pur timido accenno al dialogo, mentre  da Roberto Ricci Mingani del Servizio Turismo della Provincia di Ferrara, è stata prospettata una stretta collaborazione proprio con le  guide turistiche per il rilancio promozionale del Castello Estense dopo  il sisma emiliano.
Dunque è possibile stabilire un dialogo e un  confronto, come ha auspicato lo stesso dirigente per le Politiche turistiche della Regione Toscana, Stefano Romagnoli, considerando che in  molte aree le leggi regionali sulle guide funzionano bene e si possono  determinare percorsi operativi virtuosi.
È chiaro che occorre un  salto di qualità e tanta creatività anche da parte delle guide, e a tal  proposito non sono mancate le proposte, molto apprezzate nel corso del  forum, lanciate da diverse singole guide come quella di Barbara Nacinelli di Roma che ha ricordato come oggi ci siano tanti modi per  realizzare al meglio delle visite “esperenziali”, coinvolgendo i turisti  nei laboratori di pittura, di ceramica, nei giri in mongolfiera, nei  tour in bicicletta o rendendoli attori di piccole opere nelle botteghe  artigiane.
Applauditi, infine, due distinti passaggi di Simona Pucciarelli, guida di Napoli, che ha dichiarato orgogliosamente che «l’Italia non è l’Europa, nel senso che dalle nostre parti ogni regione,  ogni provincia, custodisce millenni di arte e di storia che solo guide  locali possono raccontare» e di Claudio Albonetti, che nel chiudere  i lavori del forum ha dichiarato: «Noi abbiamo ereditato dal passato il  nostro immenso patrimonio artistico-culturale, ma abbiamo il dovere di  consegnarlo ai nostri figli perché lo possano conoscere, apprezzare e  magari raccontare, proprio come sanno fare solo le guide turistiche sul  territorio».

Fonte: federagit.it

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