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Archivi categoria: Artide & Antartide

Anche in vacanza i denti meritano cura

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I dentisti dell’Associazione nazionale dentisti italiani (Andi) consigliano di effettuare un controllo prima della partenza per le vacanze per evitare brutte e dolorose sorprese.
Nel caso di disturbi non risolvibili immediatamente meglio chiedere al dentista consigli su come agire, avendo cura di farsi prescrivere eventuali farmaci analgesici o antibiotici da portare in vacanza. In ogni caso non devono mancare nel bagaglio dentifricio, spazzolino e filo interdentale da usare tutti i giorni, mattina e sera, e dopo ogni pasto.
Non mancano poi i suggerimenti sulla buona masticazione dei cibi: la saliva che si produce masticando asporta i frammenti di cibo ed è antibatterica, e per questo motivo consigliano l’uso di chewing-gum che non contengono zucchero, ma arricchiti con sali minerali, fluoro, vitamine.
Inoltre invitano a evitare snack e caramelle fuori pasto, perché annullano l’opera di spazzolino e dentifricio, e in pochi minuti i batteri ricominciano a formare la placca. Vanno banditi anche caffè, vino e tè, che macchiano i denti, e dosi massicce di bibite gassate, succhi di frutta iperzuccherati, aceto e agrumi che aggrediscono lo smalto.
L’Andi fa infine sapere che se si ha bisogno di un dentista in vacanza, comunque, in tutta Italia rimangono aperti 2.500 studi dentistici: grazie al servizio “Sorrisi d’agosto”, basta contattare il numero verde 800 911 202 per conoscere quello più vicino al luogo delle vacanze e ricevere l’aiuto richiesto.

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Il decalogo per chi va in vacanza all’estero

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Avviso per i vacanzieri in partenza dalla Società italiana di medicina del turismo, che raccomanda una prevenzione mirata, una mini-farmacia da viaggio, e maggiore attenzione all’alimentazione e ai possibili rischi di malattie.
Gli italiani che si accingono a partire per una vacanza all’estero saranno accompagnati da un decalogo elaborato dagli esperti all’insegna della sicurezza.
Ecco dunque i consigli degli esperti: individuare ogni tipo di potenziale rischio e consultare un medico esperto di sanità internazionale prima del viaggio e seguire con scrupolo le raccomandazioni del medico (vaccinazioni, eventuale chemioprofilassi antimalarica ecc.), portare sempre un kit di pronto soccorso e una mini-farmacia da viaggio, portare il Passaporto sanitario realizzato dalla Società italiana di medicina del turismo, pianificare bene il viaggio prima della partenza, avere un’adeguata copertura assicurativa, avere particolare cura nei confronti di bambini o anziani in viaggio, rispettare le tradizioni, la cultura e l’ambiente del Paese ospitante, segnalare prontamente qualsiasi malattia al ritorno.

La Norvegia celebra gli esploratori Nansen e Amundsen

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La Norvegia festeggia nel 2011 due dei suoi esploratori più famosi: Fridtjof Nansen (1861-1930) e Roald Amundsen (1872-1928). Quest’anno si celebra infatti il 150° anniversario della nascita di Nansen – non solo esploratore ma anche diplomatico, al quale fu assegnato nel 1922 il premio Nobel per la pace come riconoscimento per la sua azione a favore delle popolazioni oppresse e dei soldati prigionieri dopo la fine della prima guerra mondiale – e il 100° anniversario della spedizione di Amundsen al Polo Sud.
Il ruolo svolto da Amundsen e Nansen come figure rappresentative del giovane Stato Norvegese, eroi del polo, letterati e scienziati, sarà festeggiato in vari luoghi del paese. Per l’occasione sono in programma mostre speciali al Museo Fram di Oslo ed è prevista la pubblicazione, in norvegese e in inglese, dei diari personali dei due esploratori e di alcuni loro colleghi che parteciparono alla spedizione guidata da Amundsen.

In crociera fino a Capo Horn

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Santiago si stende in una grande valle ai piedi della Cordigliera. La capitale del Cile è oggi una grande metropoli che conta più di sei milioni di abitanti: ci si arriva dopo una notte passata sui voli Iberia da Roma a Madrid, e dalla capitale spagnola fino a lì, a ovest delle Ande. Fondata dagli spagnoli alla metà del ‘500 sulle rive del fiume Mapocho, la vecchia città coloniale si è sviluppata attorno all’antico Palazzo della Moneda. Nelle vie attigue alla vecchia Zecca sorgono gli edifici storici del Teatro Municipale, la Borsa valori, il museo delle Belle Arti e la Torre Entel. Si riparte verso sud a bordo di un volo Lan, per atterrare a Punta Arenas, la cittadina più a sud dell’intero continente americano, ancora in territorio cileno. Punta Arenas si trova sulla riva continentale dello Stretto di Magellano, che divide la Patagonia dalla Terra del Fuoco. Il canale, scoperto nel 1520 da Magellano, fino all’apertura del Canale di Panama è stato l’unica via d’acqua fra l’Oceano Atlantico e il Pacifico. Si sale a bordo della Stella Australis, la nuovissima nave della compagnia Cruceros Australis che effettua, da settembre ad aprile, crociere di esplorazione in Patagonia e Terra del Fuoco fino al Capo Horn.

La Stella Australis
La nave, costruita nel 2010, ha 5 ponti, 100 cabine e una capacità di 210 passeggeri, che a disposizione hanno anche una palestra attrezzata, tre saloni – il Darwin, lo Sky e il Yamana – e una grande sala da pranzo, denominata Patagonia, dove vengono servite ottime pietanze di cucina internazionale a base di pesce. Quaggiù, sul 53° parallelo, nel pieno dell’estate australe il sole sorge alle 6 e tramonta alle 10 di sera.
La nave salpa seguendo lo stretto verso il Pacifico, le onde lunghe dell’Oceano fanno vibrare dolcemente lo scafo. La nave viaggia durante la notte, e al mattino si addentra nel fiordo Almirantazgo per poi raggiungere la splendida baia Ainsworth, da cui si ammira il ghiacciaio Marinelli.
Durante il giorno si fanno, generalmente, due escursioni: una la mattina e una al pomeriggio. Per osservare da vicino una colonia di elefanti marini si sale a bordo di un gommone, neturalmente ben coperti: berretto, occhiali da sole, maglione, giacca, pantaloni, guanti e scarpe impermeabili. I grandi animali prendono il sole, si tuffano nell’acqua, giocano e litigano fra loro.
Nel pomeriggio, raggiunte le isole Tuckers, si fa la conoscenza del pinguino di Magellano, che vive esclusivamente in questi mari: è piccolo, grigio-nero, e il suo richiamo assomiglia al raglio di un asino; Pigafetta, il cronista del viaggio di Magellano, lo scambiò per un’oca silvestre.
Il giorno dopo la nave percorre il canale delle balene, ma i grandi cetacei non sempre si fanno vedere, e poi imbocca il canale Beagle, che deve il suo nome a quello della nave su cui viaggiò Darwin, proprio in queste stesse acque.
Nel pomeriggio si ammirano i grandi ghiacciai che scendono fino al mare, nel tratto del canale denominato Viale dei ghiacciai, all’interno dell’enorme parco nazionale Alberto De Agostini, Patrimonio Unesco. In questi luoghi bellissimi e inospitali vivevano, fin dalla notte dei tempi, gli indiani Yaghanes, oggi definitivamente estinti. Le coordinate della nave segnano il punto più a sud del viaggio, è un’alba grigia, un vento freddo alza la spuma sulle grandi onde di questo mare che ha affondato più di mille navi, davanti al leggendario Capo Horn. Con i gommoni si scende a terra, si salgono i 200 scalini che portano in cima al Capo, al monumento all’albatros, il grande uccello che vola nella tempesta.
Il viaggio è finito, la nave sbarca i passeggeri a Ushuaia, in Argentina.
Di qui, via Buenos Aires, si ritorna in volo in Europa, con negli occhi ancora i boschi, i ghiacciai, i grandi spazi incontaminati di questa terra estrema.