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Costa Smeralda e Capri tra le mete più care d’Europa

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Ecco le dieci mete al mare più care e più convenienti d’Europa. L’Italia, assieme alla Francia è tra le destinazioni più costose. In Grecia, Spagna, Turchia e Nord Africa si trovano, invece, le mete più economiche.
A dominare la classifica è il principato di Monaco dove la limitata capacità ricettiva della località monegasca contribuisce a far sfiorare i 400 euro il costo per camera doppia a notte. La seconda destinazione europea più cara è in Sardegna (Costa Smeralda) a 343 euro a notte. Segue Capri, che questa estate segna un aumento delle ricerche e delle prenotazioni del 20% rispetto al 2010: una doppia prenotata sotto data costa mediamente 275 euro a notte a luglio. Anche l’isola di Sylt, nella Germania settentrionale, la località balneare più frequentata del mare del Nord, si colloca tra le destinazioni più costose: un pernottamento costa 250 euro per doppia a notte.
Le destinazioni al mare più convenienti in Europa in questo momento sono nell’Egeo, come l’isola di Ios, isola meridionale delle Cicladi, in cui una doppia a notte costa mediamente 48 euro, e Kos (52 euro).

Sardegna: sole, mare ma anche sughero

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La Sardegna non offre solo mare, sole e buona cucina, ma anche molti altri spunti di interesse per il visitatore. Tra questi le sugherete, le foreste da sughero, vere e proprie comunità di esemplari di querce centenarie che, al loro interno, creano un particolare microclima che dà vita a un habitat ideale per la proliferazione di diverse specie di animali, volatili e piante.
Imponenti e maestose, le sugherete popolano soprattutto la regione della Gallura, la porzione nord-orientale della Sardegna ed entroterra della Costa Smeralda, estendendosi spesso ininterrottamente per centinaia di ettari come un tappeto verde di milioni di alberi fra cui spiccano guglie di granito.
Diversi gli itinerari possibili per chi voglia scoprire queste particolari foreste: tra gli altri, l’Itinerario Monti/Calangianus-Tempio Pausania da percorrere in auto o in bicicletta.
In auto si percorre la Strada Statale 127 che da Olbia prosegue in direzione di Calangianus. Le sugherete fanno la loro comparsa dopo pochi chilometri e, mano mano che si procede più verso l’interno, i boschi che fiancheggiano la strada diventano sempre più fitti e gli alberi sempre più imponenti. Arrivati nei pressi del Monte Limbara, il paesaggio lascia spazio a gole e valli dove le sugherete si estendono a perdita d’occhio.
In alternativa, un percorso di 30 chilometri da fare in bicicletta (o anche a piedi, per i più allenati in circa sei/sette ore), lungo il vecchio tracciato della ferrovia a scartamento ridotto che in passato collegava Tempio Pausania e Calangianus con la stazione di Monti per agevolare il trasporto del sughero che si raccoglieva nell’entroterra verso il porto di Olbia. Oggi, quel che resta della vecchia ferrovia, dopo un importante lavoro di recupero che ha interessato la maggior parte del percorso, costituisce uno dei più suggestivi tracciati pedonali e ciclabili.

http://www.ilsughero.org