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Sondaggio mete d’arte: la Toscana guadagna le preferenze

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La Toscana è la meta più desiderata per i viaggi d’arte in Italia. È il primo dato che emerge dall’anteprima del sondaggio realizzato per Art&Tourism dal Giornale dell’Arte e dal Giornale dell’Architettura con la finalità di delineare una mappa del turismo culturale nel 2012. La regione centroitaliana ha guadagnato una quota del 18 per cento di preferenze, seguita dal Lazio con l’11 per cento e da Lombardia e Sicilia a pari merito con uno share del 9 per cento. A livello di città toscane, l’indagine Art&Tourism incorona Firenze e il Museo Annigoni Villa Bardini.
All’estero, invece, la vittoria va alla Spagna, il Paese più ambito dal viaggiatore d’arte con il 22 per cento di preferenze; seguono Germania, Stati Uniti e Turchia e, distanza ravvicinata, Francia, Cina, Egitto. Le città estere più richieste, sempre stando al sondaggio sono Madrid, Il Cairo e Istanbul. I siti archeologici di maggior successo sono Luxor, Angkor Wat e Tulum.

Cairo-Luxor: riapre alle crociere il lungo tratto di Nilo chiuso per vent’anni

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Il tratto di Nilo compreso tra Il Cairo e Luxor ha riaperto alle navi da crociera dopo una chiusura quasi ventennale. Si apre così un nuovo capitolo per il turismo in Egitto con la possibilità di immettere sul mercati itinerari che coprono per intero il tragitto tra Assuan e la capitale egiziana.
La chiusura della porzione di fiume alle navi, un tratto della lunghezza di circa 750 chilometri, era stato deciso a suo tempo per motivi di sicurezza legati anche alla variabilità, alle volte imprevedibile, del livello del fiume, rischi che sembrano ora superati dopo alcuni anni di lavoro. Gli operatori locali si sono già messi al lavoro per la programmazione, che verrà probabilmente inserita nei prossimi cataloghi dei tour operator internazionali.

Scoperte in Egitto altre 17 piramidi, dal satellite

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Una squadra di ricercatori dell’americana University of Alabama ha annunciato la scoperta di ben 17 piramidi sconosciute in Egitto, insieme a un migliaio di tombe e qualcosa come 3.000 antichi insediamenti, tutti ancora interrati, probabilmente in una profonda stratificazione del limo con il quale il Nilo inonda periodicamente le proprie rive. Tutto nell’area dell’antica città di Tanis, e di quella moderna di San El Hagar, nel Nord dell’Egitto, sul delta del Nilo a breve distanza da Porto Said.
La britannica BBC informa che i primi scavi hanno confermato l’effettiva esistenza di due delle piramidi. La sensazionale scoperta si deve alle tecnologie della fotografia satellitare a infrarossi, che in un anno di ricerche da 700 chilometri di altitudine ha scovato questo nuovo colossale tesoro archeologico ancora sconosciuto. «E probabilmente verrà fuori anche molto di più. Queste tecnologie superano di gran lunga la vecchia scuola di Indiana Jones» ha scherzato Sarah Parcak, l’archeologa a capo della squadra cui si deve la scoperta.
Il 30 di maggio la BBC ha già trasmesso in Gran Bretagna un documentario sull’eccezionale ritrovamento, dal titolo “Egypt’s Lost Cities”.

Nel frattempo nella nuova Valle dei Re a Luxor sono state aperte al pubblico 7 tombe maschili, alcune probabilmente di funzionari e servitori del faraone Tutankhamon e di suo padre Akhenaten, tra l’altro – ha comunicato il ministro egiziano delle antichità Zahi Hawass – quella del tesoriere Maya, del maggiordomo Ptahemwia, del generale Horemheb, che in seguito divenne a sua volta faraone.
Alcune delle tombe appena aperte erano state scoperte nel 1843 dall’esploratore tedesco Richard Lepsius, ma gli scavi sono iniziati nel 1975, affidati a una missione anglo-olandese. Ora di nuovo una squadra olandese le ha restaurate e aperte al pubblico.

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