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Creme solari sì o no?

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sole, mare, estate

Che la meta sia il mare, la montagna o un Paese tropicale pare sia sempre più necessario proteggere la pelle con creme solari ad alto fattore di protezione. In merito a questo, esistono due correnti di pensiero: c’è chi considera quella di prendere il sole una cattiva abitudine e c’è chi gli attribuisce proprietà necessarie all’uomo, basta che lo si tratti con rispetto.
Gli estimatori delle creme si fanno forti di alcune ricerche che affermano l’aumentare dei casi di melanoma, tumore della pelle causato dai raggi solari, il cui rischio verrebbe ridotto dall’utilizzo di alti fattori protettivi. Infatti, afferma la ricerca pubblicata dal Journal of American Academy of Dermatology, più alto è il fattore di protezione più si è protetti dai raggi nocivi. Della stessa idea è anche lo studio finanziato da Neutrogena e Johnson&Johnson, che suggerisce l’utilizzo di creme con SPF di almeno 70. Sull’altra sponda del fiume c’è chi dice che esporsi al sole non solo fa bene, ma è necessario in quanto stimola la produzione di vitamina D, a cui recenti studi attribuiscono una rilevante azione preventiva antitumorale e antimetastatica. Negli USA è stato calcolato che la mancanza di esposizione al sole abbia provocato oltre 50.000 casi di cancro e spalmarsi creme ad alta protezione inibisce la produzione di questa importante vitamina, necessaria per combattere anche osteoporosi, depressione e problemi vascolari. C’è poi il discorso delle eventuali sostanze nocive contenute nelle creme, ma partiamo dai dati di fatto.
Sulla Terra giungono diversi tipi di radiazioni solari: alcune di esse si presentano sotto forma di luce, mentre altre sono rappresentate da raggi infrarossi e raggi ultravioletti. Di questi ultimi ne esistono di tre tipi: raggi UVA, UVB e UVC, i primi due tipi sono responsabili dell’abbronzatura ed agiscono stimolando la produzione di melanina. I raggi UVA, che non si limitano a colpire l’epidermide ma penetrano più profondamente, sono responsabili dell’invecchiamento cutaneo, ma non sono i più dannosi. Pare infatti che siano le radiazioni UVB ad alterare il DNA cellulare, favorendo la formazione di tumori della pelle.
Per questi motivi si dice sia necessario utilizzare creme in base al proprio fototipo:

  • Fototipo 1: carnagione particolarmente chiara; molto spesso la loro pelle è caratterizzata dalla presenza di efelidi, il colore degli occhi è il più delle volte chiaro e frequentemente hanno capelli biondi o rossi.
  • Fototipo 2: carnagione chiara con frequente presenza di efelidi; i capelli sono spesso di colore biondo scuro o castano chiaro. Il colore degli occhi può invece essere chiaro o scuro. La loro abbronzatura non è mai particolarmente appariscente.
  • Fototipo 3: è il fototipo più frequente in occidente. La carnagione di questi soggetti è bruno-chiara; i capelli sono castani, mentre gli occhi possono essere sia chiari che scuri. Le scottature solari in questi soggetti sono meno frequenti e l’abbronzatura di questi soggetti è piuttosto marcata e omogenea.
  • Fototipo 4: carnagione è olivastra o piuttosto scura. I capelli sono neri o castano-scuri. Il colore degli occhi è scuro. La pelle dei soggetti appartenenti al fototipo 4 è scarsamente sensibile alle radiazioni solari, anche nel caso di esposizioni prolungate.
  • Fototipo 5: carnagione bruno-olivastra. I capelli sono di colore nero e gli occhi sono di colore scuro. L’esposizione anche prolungata al sole non provoca particolari reazioni.
  • Fototipo 6: i soggetti di questo fototipo hanno carnagione e capelli di colore nero. Gli occhi sono di colore scuro. La colorazione della loro pelle non muta, anche nel caso di prolungate esposizioni alle radiazioni solari.

In base al fototipo cui si appartiene è necessario scegliere la crema con il filtro solare più adatto. Ne esistono di due categorie: filtri chimici e filtri fisici. I primi impediscono alle radiazioni di penetrare nella pelle proteggendola dai raggi UVB, e sono contenuti nella maggior parte dei prodotti. I filtri fisici invece agiscono riflettendo le radiazioni solari e sono contenuti nelle creme che lasciano sulla pelle una sottile patina di colore bianco, generalmente utilizzati nei prodotti per bambini o per la protezione delle labbra.
Le creme solari sono sottoposte ad una specifica legislazione, che prevede una lista di sostanze ammesse, le concentrazioni e le avvertenze. Dato per assodato che se un prodotto è in commercio è perché rientra nei parametri legislativi ammessi, bisogna dire che tra i filtri chimici ci sono quelli positivi e quelli negativi.

Filtri chimici POSITIVI

  • butyl methoxydibenzoylmethane (nome commerciale parsol): uno dei più utilizzati ed efficaci per raggi UVA e in parte UVB, potrebbe però essere instabile
  • ethylhexyl methoxycinnamate: efficace per gli UVB, adatto a pelli sensibili. Non è però utilizzabile da solo perché non garantisce un’ampia copertura
  • terephthalylidene dicamphor sulfonic acid, (nome commerciale mexoryl mx): è molto efficace per gli UVA e in parte UVB, non penetra nella pelle.

Filtri chimici NEGATIVI

  • benzophenone-3: è sospettato di penetrare attraverso la cute e potrebbe provocare allergie o problemi ormonali
  • methylbenzylidencamphor: alcuni studi hanno dimostrato alterazioni della tiroide sulle cavie, è stato trovato in tracce nelle urine quindi penetra nella pelle. Può anche dare reazioni allergiche
  • paraaminobenzoico acid (PABA): molto utilizzato in passato, efficace in particolare per i raggi UVB. Potrebbe provocare sensibilizzazione e reazioni allergiche. Inoltre, alcuni studi hanno dimostrato che ha effetti estrogenici. Per questi motivi, il comitato scientifico della Commissione Europea che si occupa della sicurezza dei cosmetici ha deciso che non può più essere utilizzato come filtro.

In alcuni prodotti vengono aggiunti anche altri minerali come filtri fisici, come l’ossido di zinco (zinc oxide) o il talco (talc): non sono necessari e da soli non possono garantire una protezione accettabile.
Una recente ricerca condotta dalla Missouri University of Science and Tecnology, tuttavia, afferma che l’ossido di zinco può aumentare il rischio di sviluppare il cancro della pelle. Sembra che esponendosi al sole, dopo essersi spalmati una crema con questa sostanza, si inneschi una processo chimico che induce l’ossido di zinco a produrre radicali liberi, che a loro volta si legano ad altre molecole andandone a danneggiare il DNA. Inoltre più l’ossido di zinco viene esposto alla luce solare (sulla nostra pelle) più aumenta il potenziale pericolo. I ricercatori affermano che lo studio è solo all’inizio e che non è il caso di allarmarsi, ma per ora i risultati sono tutt’altro che confortanti.

Oltre ai filtri le creme solari, e i cosmetici in generale, contengono eccipientiche possono creare problemi all’organismo. Le classi a cui appartengono queste sostanze, assenti nei prodotti certificati Bio, sono:

  • Derivati del petrolio: grassi minerali derivati da petrolio come la vasellina. Vengono utilizzati come emulsionanti e per aumentare la permeabilità della pelle, ottenendo che l’organismo assorba più rapidamente eventuali componenti tossici. In Bio cosmesi viene invece utilizzata la lanolina
  • Tensioattivi etossilati: svolgono azione lavante e sono riconoscibili dal suffisso -eth. Queste sostanze subiscono il processo di etossilazione, che può provocare la formazione di particelle riconosciute come cancerogene
  • Siliconi: riconoscibili con il suffisso -one e -xane, sono sostanze sintetizzate chimicamente utilizzate nelle creme solari per renderle idrorepellenti. Il Dimethicone, che si trova in molti prodotti, è un agente cancerogeno
  • Polimeri sintetici: derivati dal petrolio, vengono usati per ottenere la giusta consistenza. Riconoscibili dai prefissi acryl e polymer
  • Conservanti: possono provocare dermatiti da contatto e sono potenzialmente tossici
  • Antiossidanti: il Butilidrossianisolo (BHA) metabolizzato dal metabolismo, secondo la Commissione Europea, diventa cancerogeno
  • Coloranti: irritanti della pelle e potenzialmente tossici. Sono riconoscibili dalla sigla CI seguita da un numero a più cifre
  • Profumi sintetici: indicati in etichetta come Parfum. Se sono di origine chimica, come spesso accade, possono causare allergie e sensibilizzazioni
  • MEA, DEA, TEA: queste sigle indicano Mono-, Di- e Tri-etanolamina. Si tratta di sostanze regolatrici del PH sono state riconosciute come altamente irritanti e possibili cancerogeni. Possono infatti reagire con altri composti e generare nitrosammine, che sono sostanze dichiarate cancerogene.

In definitiva, come spesso accade, l’unico modo per proteggersi dagli effetti nocivi del sole è utilizzare il buon senso. Non prendere il sole durante le ore più calde, evitare lunghe esposizioni e i soggetti più sensibili è bene che si coprano con indumenti leggeri di cotone. Volendo utilizzare una crema è bene sceglierla con oculatezza tra quelle che contengono sostanze di origine naturale con proprietà schermanti e idratanti come, ad esempio, la macadamia, l’olio di sesamo, l’aloe vera, la cera d’api e il burro di karitè, per realizzare un prodotto in casa economico e, soprattutto, non tossico.

Burro solare da realizzare in casa

  • Ingredienti: burro di Karitè grezzo bio 80 g, amido di mais 15 g, olio di riso addizionato di Vit. E 15 g, olio di Jojoba bio 10 g, olio extra vergine di oliva non filtrato 15 g, lecitina di soia da pasticceria 20 g, olio essenzialeLavanda 5 gocce, olio essenziale Geranio rosato 2 gocce
  • Mescolare con cura gli ingredienti, ad esclusione del burro di karitè e gli oli essenziali. Metterli in un recipiente a bagnomaria, senza far bollire e a fiamma bassa, aggiungendo il burro mescolando bene finché non si è completamente fuso e tutti gli ingredienti sono ben amalgamati. Mettere il tutto in un barattolo aperto per lasciare intiepidire il composto. Una volta tiepido, versare gli oli essenziali e mescolare bene. Tappare e lasciate raffreddare. Da conservare al fresco per massimo 3 mesi.

Fonte: latitudeslife.com | Federica Giuliani

Viaggiatori o turisti? Ecco punteggi e risultati…

PUNTEGGI

Domanda 1: risposta 3 = 4 punti, risposta 1 = 3 punti, risposta 2 = 2 punti, risposta 4 = 1 punto
A tempo limitato obiettivi limitati, altrimenti diventa uno stress: meno ma meglio piuttosto che cercare di “farci stare tutto”

Domanda 2: risposta 2 = 4 punti, risposta 1 = 3 punti, risposte 3 e 4 = 1 punto
Il clima è una variabile importantissima ma spesso occorre affrontarlo anche quando è sfavorevole: le risposte nn. 3 e 4 escludono metà del mondo!

Domanda 3: risposta 2 = 4 punti, risposta 1 = 3 punti, risposta  4 = 2 punti, risposta 3 = 1 punto
Lavare e alla peggio comprare una camicia costa molto meno dei kg di excess luggage. Meglio portare con sé solo i medicinali personali, gli altri si trovano tutti

Domanda 4: risposta 1 = 4 punti, risposta 3 = 3 punti, risposta 4 = 2 punti, risposta 2 = 1 punto
L’attività di scambiare libri con altri viaggiatori è una risorsa. Anche se si scrive si può leggere qualcosa. Deleterie le cuffie, perchè isolano

Domanda 5: risposta 4 = 4 punti, risposta 3 = 3 punti, risposta 2 = 2 punti, risposta 1 = 1 punto
La risposta n. 4 è la soluzione che può capitare di adottare in paesi come Turkmenistan, Kyrgyzstan e Tibet, visto che non ci sono lingue franche comuni e, di solito, il sistema funziona bene

Domanda 6: risposta 4 = 4 punti, risposta 3 = 3 punti, risposta 2 = 2 punti, risposta 1 = 1 punto
Spesso il rischio si annida maggiormente nelle strutture turistiche che, quando ci sono pochi turisti, scongelano e ricongelano allegramente i prodotti alimentari. Il cibo fritto o cotto sulla carbonella e mangiato subito dopo ha meno rischi. E dal cibo non si può prescindere dato che il cibo è cultura!

Domanda 7: risposta 3 = 4 punti, risposta 2 = 3 punti, risposta 1 = 2 punti, risposta 4 = 1 punto
Succede spesso di avere mal di pancia all’inizio di un viaggio: colpa del cambiamento del clima e dell’alimentazione. Bere molto e mangiare leggeri o digiunare: passa. Le medicine solo dopo il terzo giorno

Domanda 8: risposta 3 = 4 punti, risposta 2 = 3 punti, risposta 4 = 2 punti, risposta 1 = 1 punto
Un vero viaggiatore rispetta il più possibile le usanze del Paese di cui è ospite, anche adeguandosi

Domanda 9: risposta 1 = 4 punti, risposta 4 = 3 punti, risposta 3 = 2 punti, risposta 2 = 1 punto
Le carte di credito non sono un mezzo universalmente accettato: in alcuni Paesi proprio non piacciono. Inutile arrabbiarsi…

Domanda 10: risposta 1 = 4 punti, risposta 3 = 3 punti, risposta 2 = 2 punti, risposta 4 = 1 punto
Succede abbastanza spesso… non capiscono perché dover cambiare le lenzuola “usate una volta soltanto”. Meglio chiedere gentilmente di cambiarle e risparmiarsi l’arrabbiatura: lo fanno sempre

RISULTATI

35-40 punti: Avete la stoffa del Grande Viaggiatore, adattabile e un po’ fatalista. Se il vostro lavoro ve lo permette nessuna meta vi è preclusa

25-35 punti: Ve la cavate ma dovete ancora vincere barriere psicologiche personali e di comprensione per gli altri

15-25 punti: Per voi è meglio una vacanza in un villaggio o in una struttura” turisticamente protetta” che un viaggio avventuroso. Almeno fino a quando non vi passerà un po’ la nostalgia della vituperata Italia

Sotto i 15 punti: Avete la fortuna di abitare in uno dei più bei Paesi del mondo: godetevelo!

Testi di Federico Klausner

Viaggiatori o turisti? Ecco un test per scoprire chi siete…

Siete veri viaggiatori o tranquilli turisti? Forse appartenete invece alla categoria dei turisti evoluti o dei viaggiatori mancati, perché nella vita non sempre si può scegliere.
Un po’ per scherzo e un po’ seriamente proponiamo un test per aiutarvi a capire chi siete, cosa cercate, cosa, invece, sognate in materia di viaggi.
Rispondete a tutte le domande/situazioni prospettate e annotate le risposte, troverete i punteggi nel post seguente.

1. Pieno inverno. Riuscite magicamente a mettere insieme i giorni per una settimana di ferie. Dove decidete di andare?

  1. Avvio Google e guardo le offerte per farmi venire uno straccio di un’idea
  2. Voglio soprattutto riposare non ho neppure l’energia per cercare. Prenoto un villaggio su un’isola
  3. Il tempo non è molto. (Ri)Visito una città facilmente raggiungibile
  4. Per una settimana non vale la pena muoversi, troppo sbattimento

2. Sono le ferie più importanti dell’anno, il canonico mese. Come decidete la meta?

  1. Guardo l’atlante climatico e decido in base a quello
  2. Avrò sempre le ferie di agosto quindi non ho altre  opzioni. Vado dove voglio e se è la stagione delle piogge mi attrezzo
  3. Mare, odio il freddo
  4. Montagna, odio la ressa

3. Preparazione della valigia e psicodramma per le penalità dell’excess luggage: la valigia rischia di pagare più di me…

  1. Che problema c’è? Mi metto vicino la bilancia e faccio una cosa precisa
  2. Porto poco: i vestiti si lavano e al limite si comprano
  3. Sempre il solito problema del dopobarba: è liquido! Come faccio?
  4. E dove metto tutte le medicine? Devo trovare il posto…

4. Tragedia dei libri: il peso della cultura

  1. Senza libri non mi muovo, ma mi limito. Il book crossing è sempre una risorsa
  2. Che mi importa? Ho l’iPhone  (o l’iPod), un paio di cuffie sono leggerissime
  3. Con il diario di viaggio che voglio tenere non ho tempo per leggere
  4. Pesano troppo: a casa! La Lonely Planet basta e avanza

5. Il mio inglese zoppica (come il tedesco il francese e lo spagnolo) in italiano e dialetto però vado forte…

  1. L’Italia ha splendide isole. Mica mi prescrive il dottore di cercarle all’estero: il mare è salato dappertutto, no?
  2. Con tutti gli italiani che ci vanno figurati se a Sharm, Maldive, Ibiza ecc. non mi capiscono
  3. Un po’ mi sforzo per imparare vocaboli di sopravvivenza, il resto a gesti che sono un linguaggio universale
  4. Mi metto in tasca un quadernetto e se proprio non mi capiscono disegno

6. Eccomi qua, mi hanno raccontato meraviglie dei mercati orientali: passeggio, fotografo, annuso spezie… mi è venuta fame!

  1. Meno male che i taxi (?) o quelli che dovrebbero loro assomigliare costano poco! Ne acchiappo uno al volo e torno in hotel per il pranzo
  2. Non è che il cibo non mi tenti… però preferisco non rischiare: mi sazio di frutta (pelata)
  3. Annuso profumi misteriosi e invitanti, ma oso solo azzannare biscotti e cibo confezionato. Almeno evito le mosche
  4. La vita si deve vivere a pieno: se il cibo mi sembra fresco e me lo friggono davanti agli occhi… perché no?

6. Lo sapevo, mi è venuto mal di pancia!

  1. Corro in ospedale prima di peggiorare, lì sapranno cosa darmi
  2. Ne parlo con i compagni di viaggio  e non sapendo  il consiglio di chi seguire, li seguo tutti saccheggiando le loro farmacie
  3. Passerà, bevo molto, controllo…
  4. Comincio a scrivere le mie ultime volontà: ormai sono spacciato! Non c’è nulla da fare…

7. C’è il ramadan…

  1. Ma che cavolo di religione è che non ti permette neppure di bere con il caldo che fa?
  2. Meno male che i turisti non sono tenuti ad osservarlo e un posto per mangiare aperto lo si trova sempre
  3. Bere non ne posso fare a meno, ma se  per una settimana anche io seguo i loro orari  non muoio
  4. Contenti loro… paese che vai usanze che trovi. Anche noi avevamo la quaresima e il venerdì di digiuno, me lo raccontava il nonno…

9. Non prendete la carta di credito?!?

  1. Vado a cambiare un travellers cheque e torno. Lascio qui la moglie in pegno (se poi cedo alla tentazione di sparire, due piccioni con una fava… eh eh eh)
  2. Incivili! Ha ragione Monti: niente contante per transazioni oltre i 1.000 euro. I giornali non li leggete?
  3. Se non prendete la carta di credito io non vi pago! Volete chiamare la polizia? Io chiamo il consolato…
  4. Faccio una colletta tra i miei compagni di viaggio, renderò loro i soldi in Italia

10. Che sonno! Una giornata davvero impegnativa, adesso mi infilo nel letto e… ma qui ci ha già dormito qualcuno!

  1. Direzione, mi cambia le lenzuola per favore?
  2. Mi chiami un taxi. Non sto qui un minuto di più
  3. Meno male che ho il mio sacco-lenzuolo in cui dormo dal primo giorno
  4. Esigo che mi cambiate stanza!

Fonte: http://www.latitudeslife.com

Anche in vacanza i denti meritano cura

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I dentisti dell’Associazione nazionale dentisti italiani (Andi) consigliano di effettuare un controllo prima della partenza per le vacanze per evitare brutte e dolorose sorprese.
Nel caso di disturbi non risolvibili immediatamente meglio chiedere al dentista consigli su come agire, avendo cura di farsi prescrivere eventuali farmaci analgesici o antibiotici da portare in vacanza. In ogni caso non devono mancare nel bagaglio dentifricio, spazzolino e filo interdentale da usare tutti i giorni, mattina e sera, e dopo ogni pasto.
Non mancano poi i suggerimenti sulla buona masticazione dei cibi: la saliva che si produce masticando asporta i frammenti di cibo ed è antibatterica, e per questo motivo consigliano l’uso di chewing-gum che non contengono zucchero, ma arricchiti con sali minerali, fluoro, vitamine.
Inoltre invitano a evitare snack e caramelle fuori pasto, perché annullano l’opera di spazzolino e dentifricio, e in pochi minuti i batteri ricominciano a formare la placca. Vanno banditi anche caffè, vino e tè, che macchiano i denti, e dosi massicce di bibite gassate, succhi di frutta iperzuccherati, aceto e agrumi che aggrediscono lo smalto.
L’Andi fa infine sapere che se si ha bisogno di un dentista in vacanza, comunque, in tutta Italia rimangono aperti 2.500 studi dentistici: grazie al servizio “Sorrisi d’agosto”, basta contattare il numero verde 800 911 202 per conoscere quello più vicino al luogo delle vacanze e ricevere l’aiuto richiesto.

Il decalogo per chi va in vacanza all’estero

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Avviso per i vacanzieri in partenza dalla Società italiana di medicina del turismo, che raccomanda una prevenzione mirata, una mini-farmacia da viaggio, e maggiore attenzione all’alimentazione e ai possibili rischi di malattie.
Gli italiani che si accingono a partire per una vacanza all’estero saranno accompagnati da un decalogo elaborato dagli esperti all’insegna della sicurezza.
Ecco dunque i consigli degli esperti: individuare ogni tipo di potenziale rischio e consultare un medico esperto di sanità internazionale prima del viaggio e seguire con scrupolo le raccomandazioni del medico (vaccinazioni, eventuale chemioprofilassi antimalarica ecc.), portare sempre un kit di pronto soccorso e una mini-farmacia da viaggio, portare il Passaporto sanitario realizzato dalla Società italiana di medicina del turismo, pianificare bene il viaggio prima della partenza, avere un’adeguata copertura assicurativa, avere particolare cura nei confronti di bambini o anziani in viaggio, rispettare le tradizioni, la cultura e l’ambiente del Paese ospitante, segnalare prontamente qualsiasi malattia al ritorno.