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Mauritius, il fascino di Long Beach: “the Edge of Paradise”

Eleganza raffinata, semplicità e libertà: tutto all’Hotel Long Beach, novità dei lussuosi Sun Resorts di Mauritius, situato sulla penisola di Belle Mare, lungo la costa orientale dell’isola.
Dopo due anni di lavori da circa 65 milioni di euro, Long Beach è stato inaugurato ad aprile scorso. Si tratta di un resort 5 stelle all’interno di un parco di oltre 23 ettari (con 500.000 piante di 26 specie) affacciato su sette chilometri di spiaggia bianca profonda 40 metri (la più lunga e ampia spiaggia dell’isola), vicino a un’area di bassi fondali ideali per lo snorkelling e gli sport acquatici.
Il design contemporaneo-tropicale, l’impiego di materiali locali come il legno Balau e il basalto nero, tetti di paglia di canna e arredi pastello lo rendono una struttura pensata per accogliere una clientela di ospiti attivi che apprezzano la cultura e lo stile. Un prodotto, quindi, per  clientela colta ed esigente, ma anche per famiglie, gruppi, o anche incentive di alta qualità.
Allo stesso tempo, si tratta di un resort interamente ecosostenibile, come vuole la strategia dei Sun Resorts, rispettosa dell’ambiente e delle comunità locali, che forniscono frutta verdura e pesce, e ricevono formazione.
Long Beach è composto di 255 camere, tutte vista mare e ben attrezzate: ciascuna ha a disposizione 109 metri quadrati di spiaggia. Ci sono tra l’altro camere “family-friendly” comunicanti per le famiglie, molto spaziose, con due bagni e due TV con ampia scelta di programmi, anche per ragazzi (e anche in lingua italiana).
C’è poi tutta una serie di servizi ed attività dedicate a soddisfare le esigenze di chi viaggia con bambini e non solo: due Kids Club (per Angels, da 4 a 11 anni, e Waves Teens, da 12 a 17), tre bar e cinque ristoranti di cui uno in spiaggia e quattro sulla grande piazza (Le Marchè con sette scenografiche cucine a vista e l’italiano Sapori coordinato dallo chef Moreno Cedroni, poi un ristorante giapponese e uno cinese) e per cocktail e pesce fresco ci sono anche Tides Pool e Beach Bar. 
Nel giardino intorno ad un lago naturale c’è Sea Spa, il centro benessere con hamman e 12 sale per trattamenti di cosmetologia marina, talassoterapia Thal’ion che utilizza alghe francesi.
Infine tutto per lo sport, con palestra, tennis, calcetto, tiro con l’arco, ping pong, parete per arrampicata, basket e polos, oltre tutta la varietà di mare, dalla vela al windsurf, alle gite su barche con fondo di vetro (gratuite) e poi sci nautico, immersioni, pesca d’altura.
Inoltre, condizioni particolari sono previste per l’accesso al Golf Course di Le Touessrok, sulla vicina Isola dei Cervi (Ile aux Cerfs), con navetta gratuita e da novembre anche il green gratuito.

Fino a ottobre l’Hotel Long Beach offre un prezzo di lancio di circa 196 euro per la doppia con  mezza pensione per due.

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Oman, un Paese tra storia e natura

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Sono circa 7.000 i turisti italiani che nel 2010 hanno scelto l’Oman, terzo stato più grande della penisola arabica, dopo Arabia Saudita e Yemen, un po’ più esteso dell’Italia ma con solo 2,4 milioni di abitanti. «Siamo certi che il fascino dell’Oman farà sempre più presa sugli italiani in cerca di posti inusuali – dice Rania Khodr, direttore dell’ufficio del turismo per l’Italia –. Il Sultanato, incastonato tra Africa e India, offre 1.700 km di costa di cui oltre mille ancora vergini, più di 500 forti, e poi dromedari, cavalli, musica e il nostro famoso incenso, il cui profumo si sente dappertutto».

Il Paese affascina per la sua storia e le sue antiche tradizioni (400 anni di Sultanato), per il deserto, che copre l’80% del territorio, e per i diversi scenari che si estendono tra il Golfo Persico a nord e l’Oceano Indiano a sud, con montagne, mare e wadi, che ne fanno una meta per veri viaggiatori, al di fuori delle solite rotte, e un luogo ideale per sub e appassionati di avventura.
Per esempio, la regione di Muscat offre già un mix di scoperte. La capitale (una delle più piccole al mondo, 3 kmq di architettura araba tradizionale, e nessun grattacielo) affaccia sul golfo dell’Oman, mentre alle spalle ha le montagne del Jebel Hajar: da qui si può partire per escursioni all’interno, o si può vivere la costa (tra vela, sci nautico, kitesurf, dolphin e whale watching), da percorrere fino a Sohar, a nord, alla città di Sur o ancora a Masirah Island, poco a sud-est, al largo del Mar d’Arabia.
Nelle vicinanze ci sono spiagge spettacolari, come Al Qurm, la baia di Qantab, e Matrah, porticciolo di pescatori famoso per il lungomare con antichi edifici in stile indiano e il souq più fornito di tutta la penisola araba, con vestiti tradizionali, gioielli, antichità, tappeti beduini e laboratori artigiani di khanjar, i pugnali scolpiti in argento e avorio. A due ore d’auto il villaggio di Al Mintirib segna l’ingresso a Wahiba Sands: alte dune di sabbia che si estendono fino al mare, un tempo attraversate da carovane di cammelli che collegavano i pastori beduini del deserto ai pescatori della costa. Qui si può cavalcare un cammello fino a Nizwa, fare un giro del souq o assaggiare i datteri (in Oman se ne producono più di 100 varietà) sotto una tenda beduina.
Raggiungibili con voli interni, le regioni del Dhofar all’estremo sud, dove parte la via dell’incenso che attraversa Yemen, Arabia Saudita e Giordania, con la splendida Salalah, famosa per il diving e le crociere sub. O la penisola di Musandam, 5 ore a nord di Muscat: qui niente spiaggia, ma fiordi e villaggi tradizionali di pescatori.

Un Paese ancora incontaminato l’Oman, aperto agli stranieri negli anni Settanta, con solo 7.000 camere d’albergo (10.000 previste per il 2020) ma distribuite tra lussuosi resort e campi tendati nel deserto.
La compagnia nazionale Oman Air collega la destinazione a lungo raggio (8 ore di volo dall’Italia) con quattro frequenze settimanali (lunedì, mercoledì, venerdì e sabato) da Malpensa a Muscat via Monaco.