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Egitto, la tomba di Tutankhamon chiude ai turisti

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Il turismo di massa ha lasciato il suo segno indelebile sulla tomba di Tutankhamon, a Luxor, tanto che i funzionari egiziani hanno annunciato la prossima chiusura di uno dei siti più famosi al mondo.
All’interno della camera sepolcrale, infatti, a causa del respiro dei visitatori i livelli di umidità sono saliti a tal punto da provocare il distacco di alcune parti delle pareti in gesso dipinte.
L’artista britannico Adam Lowe – fondatore e direttore della società di conservazione del patrimonio Factum Arte – ha affemato che “quello che sta accadendo a Luxor è disastroso” ed ha realizzato una replica della tomba del faraone, un perfetto facsimile che i visitatori potranno vedere al posto dell’originale. La tomba, infatti, non è mai stata pensata per essere visitata; ha resistito per oltre 3mila anni nel suo isolamento, ma solo negli ultimi 90, dopo la scoperta di Carter, le sue condizioni si sono drammaticamente deteriorate. Lavorando fianco a fianco con un gruppo svizzero, Lowe e il suo team hanno ottenuto dalle autorità egiziane il permesso di creare copie di tre tombe della Valle dei Re, tra cui appunto quella di Tutankhamon. L’obiettivo è favorire un’industria turistica sostenibile che salvaguardi i monumenti egiziani per le generazioni future, così da rendere i turisti consapevoli dei danni che stanno causando nella Valle dei Re e trasformarli da forza distruttiva a forza proattiva per aiutare la conservazione del sito.
La replica creata da Factum Arte, visitabile a pagamento, dovrebbe essere inaugurata nel centro del Cairo il 14 novembre.

Scoperte in Egitto altre 17 piramidi, dal satellite

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Una squadra di ricercatori dell’americana University of Alabama ha annunciato la scoperta di ben 17 piramidi sconosciute in Egitto, insieme a un migliaio di tombe e qualcosa come 3.000 antichi insediamenti, tutti ancora interrati, probabilmente in una profonda stratificazione del limo con il quale il Nilo inonda periodicamente le proprie rive. Tutto nell’area dell’antica città di Tanis, e di quella moderna di San El Hagar, nel Nord dell’Egitto, sul delta del Nilo a breve distanza da Porto Said.
La britannica BBC informa che i primi scavi hanno confermato l’effettiva esistenza di due delle piramidi. La sensazionale scoperta si deve alle tecnologie della fotografia satellitare a infrarossi, che in un anno di ricerche da 700 chilometri di altitudine ha scovato questo nuovo colossale tesoro archeologico ancora sconosciuto. «E probabilmente verrà fuori anche molto di più. Queste tecnologie superano di gran lunga la vecchia scuola di Indiana Jones» ha scherzato Sarah Parcak, l’archeologa a capo della squadra cui si deve la scoperta.
Il 30 di maggio la BBC ha già trasmesso in Gran Bretagna un documentario sull’eccezionale ritrovamento, dal titolo “Egypt’s Lost Cities”.

Nel frattempo nella nuova Valle dei Re a Luxor sono state aperte al pubblico 7 tombe maschili, alcune probabilmente di funzionari e servitori del faraone Tutankhamon e di suo padre Akhenaten, tra l’altro – ha comunicato il ministro egiziano delle antichità Zahi Hawass – quella del tesoriere Maya, del maggiordomo Ptahemwia, del generale Horemheb, che in seguito divenne a sua volta faraone.
Alcune delle tombe appena aperte erano state scoperte nel 1843 dall’esploratore tedesco Richard Lepsius, ma gli scavi sono iniziati nel 1975, affidati a una missione anglo-olandese. Ora di nuovo una squadra olandese le ha restaurate e aperte al pubblico.

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